Treviso: Confesercenti interviene sul caso Amazon

Treviso: Confesercenti interviene sul caso Amazon

Taffarello: “Ancora una volta siamo un passo indietro rispetto all’evoluzione continua dei modelli di logistica”

Su quanto sta accadendo a Treviso nell’area ex Scardellato, Confesercenti non ha dubbi: è l’ennesima prova del fatto che, in materia di logistica, tutte le forze sociali e politiche sono un passo indietro rispetto all’evoluzione dei modelli di logistica.

“Oggi è toccato a Treviso, due mesi fa era già successo a Bergamo e Cuneo, e prima ancora negli USA e in Gran Bretagna, ovvero che l’avanzata di Amazon sul territorio italiano, che negli anni passati aveva seguito un ritmo impressionante, sembra essersi fermata, soprattutto nell’ultimo miglio, trasformando il proprio modello organizzativo” spiega Gianni Taffarello, direttore Confesercenti Treviso.

“Purtroppo abbiamo ancora una legislazione legata ai modelli tradizionali di logistica che non già è stata in grado di affrontare adeguatamente le nuove caratteristiche dovute ai recenti cambiamenti del commercio elettronico e, ancora meno, risulterà in grado di affrontare le trasformazioni future che richiedono con maggior urgenza di adottare misure urbanistiche idonee a tutelare il territorio”.

Confesercenti sottolinea che notizie come queste non possono sorprendere considerate le particolari condizioni in cui si trova Amazon, nel mezzo cioè di un imponente piano di ridimensionamento.

“Il Gruppo ha spesso ripensato a progetti che già parevano definiti, come a Treviso, anche se in molti casi si tratta di progetti mai annunciati ufficialmente da Amazon, ma che le amministrazioni locali attribuivano per certo all’azienda – conclude Taffarello – E nel frattempo “Amazon” ha presentato nella provincia un progetto per un grande impianto a Roncade di 60mila metri quadrati, ovvero 10 volte di quello che doveva nascere a Treviso. Probabilmente intendono rafforzare quell’hub a discapito di altri”.

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