Le reazioni ai dati presentati dalla Faib all’Assemblea per i 60 anni

Le reazioni ai dati presentati dalla Faib all’Assemblea per i 60 anni

Coldiretti, spread costi dei carburanti pesa sull’88% delle merci. Conseguenze della maggior spesa è il sistema agroalimentare

In Italia dove l’88% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada il differenziale dei prezzi di benzina e gasolio rispetto alla media europea pesa sulla competitività delle imprese e sulla spesa dei consumatori.

È quanto afferma la Coldiretti in riferimento ai dati Faib Confesercenti secondo la quale ad agosto, per un pieno di 50 litri di benzina gli italiani hanno pagato 11 euro in più della media europea. A subire le conseguenze della maggior spesa, sottolinea la Coldiretti, è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad 1/3 sul totale dei costi per frutta e verdura. Una situazione che peggiora il deficit competitivo dell’Italia a causa dei ritardi infrastrutturali con il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante che, a livello nazionale, è pari a 1,12 euro/ chilometro, più alto di paesi come la Francia (1,08 euro/chilometro) e la Germania (1,04 euro/chilometro) secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga.

“In tale ottica – conclude il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – il Pnrr è determinante per sostenere la competitività delle imprese sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese e anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria, con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo”.

Codacons, ‘bonus benzina inefficace, intervenire sulle tasse’ . ‘Lo Stato specula sui rialzi ai distributori’

Il vero problema dei carburanti in Italia è la tassazione eccessiva che vige su benzina e gasolio, e che porta i listini del nostro paese ai vertici della classifica Ue del caro-carburante. Lo afferma il Codacons, commentando l’allarme lanciato oggi dalla Faib Confesercenti, associazione di categoria dei benzinai.

Nella classifica europea del prezzo della benzina al netto delle tasse, l’Italia con una media di 0,908 euro al litro occupava la settimana scorsa il dodicesimo posto, e addirittura scendeva al diciottesimo posto per il prezzo del gasolio – analizza il Codacons. La situazione si ribalta però se si considera anche il peso della tassazione applicata ai carburanti: con Iva e accise l’Italia balza infatti al quarto posto in Europa per il prezzo più alto della benzina, dietro solo a Danimarca, Grecia e Paesi Bassi.

“Di fronte a questi dati è evidente come il bonus benzina sia un provvedimento del tutto inefficace, che non interviene sui listini alla pompa e non frena affatto la crescita dei prezzi. – spiega il presidente Carlo Rienzi – Non intervenendo sulla tassazione, che è il vero grande problema dei carburanti in Italia, di fatto lo Stato specula sui rialzi ai distributori, incrementando le proprie entrate a danno degli automobilisti usati come bancomat”.

Carburanti: UNC, giusto quanto dice la Faib, con bonus meno di un pieno

“Per il presidente di Faib Confesercenti, Giuseppe Sperduto Sperduto, prevedere un bonus carburante per le famiglie meno abbienti è senz’altro giusto, ma insufficiente, mentre il cartello del prezzo medio regionale non serve certo a contenere il prezzo della speculazione. Giusto. Condividiamo le parole del presidente della Faib. Il bonus carburante non solo non serve a contenere l’inflazione ma neanche a far fare benzina ai poveri”. Lo afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“Lo stanziamento ridicolo di 100 milioni di euro, infatti, considerato che i beneficiari della social card ‘Dedicata a te’, sono circa 1,3 milioni di famiglie, significa che a ogni famiglia vanno meno di 77 euro, il che vuol dire fare meno di un pieno di benzina, visto che, secondo l’ultimo dato settimanale del Mase, quella in modalità self service costa 2,002 euro al litro, e che, quindi, con 77 euro si fanno poco più di 38 litri. Anche per il gasolio sono meno di 40 litri, 39,7 litri”, aggiunge

“Quanto alla media regionale, siamo gli unici ad aver pronosticato fin dall’inizio il suo fallimento, atteso che sarebbero stati di più i distributori invogliati a far salire il prezzo fino alla media regionale rispetto a quelli indotti ad abbassarli fino al dato medio. Non per niente, dal 1° agosto 2023 ad oggi, considerando sempre i dati del Mase, un litro di benzina self è rincarato di quasi 11 cent, +5,5%, pari a 5 euro e 20 cent per un pieno di 50 litri, mentre per il gasolio il rialzo è di oltre 19 cent al litro, +11%, pari a 9 euro e 61 cent a rifornimento”, conclude Dona.

Assoutenti, ‘con caro-benzina serve calo automatico accise’ ‘I benzinai confermano il nostro allarme’

“I benzinai confermano in pieno le nostre denunce sulle anomalie nel settore dei carburanti in Italia e sulla necessità di studiare meccanismi in grado di ridurre automaticamente la tassazione su benzina e gasolio al crescere dei prezzi alla pompa”.   Lo afferma Assoutenti, intervenendo sull’allarme lanciato oggi dai benzinai di Faib Confesercenti.

“Le misure fin qui adottate dal Governo, come i cartelloni con i prezzi medi e il bonus benzina, non bastano a risolvere l’emergenza attuale del caro-carburante, né a prevenire future impennate dei listini alla pompa. – spiega il vicepresidente Gabriele Melluso – Entrambi i provvedimenti infatti non alleggeriscono la spesa degli italiani per i rifornimenti, ma soprattutto non freneranno le conseguenze dei rialzi di benzina e gasolio: il rischio è quello di nuovi rincari a cascata per alimentari e prodotti trasportati, con un effetto negativo sull’inflazione e sull’economia nazionale”.

“Per questo, se da un lato condividiamo la richiesta di una accisa mobile che diminuisca al crescere dei prezzi ai distributori, dall’altro chiediamo di combattere le speculazioni che si registrano nel settore dei carburanti, partendo da una analisi approfondita sulla formazione dei listini dall’estrazione alla vendita alla pompa, filiera nella quale si nascondono anomalie e fenomeni speculativi a danno dei consumatori”, conclude Melluso.

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