Confesercenti Siena, costi bancari: il conto per le imprese senesi è già salato

Confesercenti Siena, costi bancari: il conto per le imprese senesi è già salato

Cresce anche a Siena il peso dei tassi di interesse,  Il Presidente Nannizzi: “Non vanifichiamo l’accordo sui pos”

Evitiamo che Il prelievo sugli extraprofitti bancari si scarichi su imprese e famiglie: c’è già un fardello crescente di tassi di interesse da dover smaltire. Lo chiede Confesercenti Siena  tramite il Presidente provinciale, Leonardo Nannizzi: “imprese e famiglie potrebbero trovarsi a pagare maggiori interessi per 5,4 miliardi nel 2023 e per 9 miliardi nel 2024, per un dato cumulato di quasi 14,4 miliardi in 2 anni, che arriva fino ad oltre 20 miliardi se si considerano anche i maggiori oneri sui mutui per abitazione a tasso variabile”. Nannizzi cita dati stimati da CER (Centro Europa Ricerche) per Confesercenti nazionale, evidenziando come il margine di interesse negli ultimi 18 mesi è diventato la principale voce di ricavo per gli istituti bancari, inclusa Mps. Un fatto di per sé positivo che si accompagna però ad una aggravio di costo del credito per le imprese e i consumatori: “Su scala nazionale per il 2024 sono attesi in scadenza 185 miliardi di prestiti alle aziende e 60 miliardi verso le famiglie – evidenzia Nannizzi – è chiaro che molti di questi potranno essere rinegoziati solo a tassi crescenti, generando ulteriori oneri sui beneficiari. Uno scenario non tranquillizzante che non sconta ancora gli effetti di quanto disposto nei giorni scorsi con il Decreto Omnibus rispetto agli extraprofitti bancari. Ecco perché vogliamo evitare che sui consumatori e sulle imprese si scarichi un indiretto effetto negativo di questa misura”.

Non solo: Confesercenti chiede anche che le ultime novità non blocchino la prospettiva di alleggerimento delle commissioni pos sulle piccole transazioni, faticosamente approdata ad un accordo nazionale due settimane fa dopo mesi di trattative, e che ora dovrà essere attuata da banche e circuiti interbancari: “è utile ricordare che in 10 anni, da quando fu introdotto il primo obbligo di utilizzo, l’Italia è diventata la nazione europea con la più alta densità di pos – conclude Nannizzi – e il peso maggiore di questa conversione è ricaduto soprattutto sui piccoli esercenti: tabaccherie, gestori carburanti, edicole e tutte le attività caratterizzate da piccoli margini sul venduto, per le quali le commissioni pesano come una tassa aggiuntiva da 400 euro medie a esercizio. Anche a Siena”.

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