Confesercenti Grosseto, Ponte di Ognissanti: ecco cosa c’è da aspettarsi per la Maremma

Confesercenti Grosseto, Ponte di Ognissanti: ecco cosa c’è da aspettarsi per la Maremma

Le strutture ricettive si stanno preparando per il ponte di Ognissanti, con qualche sicurezza in meno rispetto allo scorso anno. Tra le altre cose c’è l’incertezza del meteo che frena le prenotazioni e il calendario non proprio favorevole

Amedeo Vasellini, presidente provinciale di Assohotel afferma: «Direi che un calo, leggero, è fisiologico anche perché il ponte di Ognissanti quest’anno praticamente non c’è mentre l’anno scorso invece sì; comunque si confermano trend, se non estremamente positivi, sicuramente ottimistici che, speriamo, ci possono portare a sfruttare positivamente il periodo delle ferie di Natale e capodanno. Periodo che, a sua volta, sarà il segnale per la scadenza successiva che è quella di Pasqua che a sua volta è quella indicativa per l’estate».

«Complessivamente possiamo dire che in Toscana c’è un andamento moderatamente positivo, con evidenti sfumature di ottimismo, che ci fanno pensare di far attestare le nuove strategie dell’offerta turistica su parametri e numeri nuovi che forzatamente si discostano dalle tradizionali trend pre Covid, ma che, aldilà delle situazioni temporanee, possono produrre flussi positivi nel futuro a medio lungo termine» conclude Vasellini.

Secondo le stime di Assoturismo, il tasso medio di occupazione rispetto all’offerta disponibile si attesta attorno al 67%, stiamo parlando di un tipo di turismo che preferisce le città, i borghi, le zone rurali o collinari; meno le coste e il mare: qui siamo attorno al 50% di saturazione.

«Il ponte di Ognissanti è un’occasione perfetta per esplorare località minori e scoprire i tesori nascosti del nostro territorio – afferma Giancarlo Dell’Orco presidente di Aigo Confesercenti Grosseto, l’Associazione italiana gestori ospitalità e ricettività diffusa -. Le città d’arte saranno le destinazioni più gettonate in termini di presenze e arrivi. Attrarre questi flussi turistici dalle città d’arte all’entroterra richiede pianificazione, collaborazione (anche con tour operator) e una strategia di marketing ben definita. Concentrandosi su esperienze autentiche e uniche, è possibile stimolare l’interesse dei viaggiatori e incoraggiarli a esplorare oltre le città d’arte. Sono molto richiesti itinerari tematici: un itinerario enogastronomico potrebbe includere visite a vigneti o cantine» afferma.

«Vanno coinvolte le comunità locali nell’accoglienza dei turisti e nella promozione delle attrazioni dato che l’autunno spesso è il periodo delle principali iniziative che riguardano le nostre tradizioni: dalla raccolta delle olive, alle castagne, ai funghi. Questo può creare un’esperienza più autentica e accogliente per i visitatori, e allungare la stagione estiva». Nonostante le incertezze anche questo ponte sembra confermare la vitalità del settore turistico, soprattutto grazie ai flussi di visitatori stranieri.

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